
Tutto ciò che esiste in Natura fa parte di un Sistema Vitale scandito da Ritmi e Cicli che, oggigiorno, sono riconosciuti e decodificati anche dalla prospettiva scientifica.
I Ritmi Circadiani son quelli che si compiono una volta nell’arco di un periodo di tempo compreso tra le 20 e le 28 ore, quali, ad esempio, l’alternarsi del Ciclo Sonno-Veglia negli animali e negli esseri Umani, oppure l’alternarsi del Ciclo Luce-Buio che caratterizza l’Ambiente.
Il termine Circadiano, infatti, deriva dal latino Circa Diem (dal latino: Circa un Giorno) e, secondo le fonti più accreditate, sembra esser stato coniato dallo scienziato Franz Halberg (1919 – 2013), il quale è considerato, non a caso, uno dei padri della Cronobiologia.
Quale specifica branca della Medicina contemporanea, la Cronobiologia [1] studia i Fenomeni Periodici, caratterizzanti il metabolismo degli organismi viventi. Tali cicli sono anche noti come Ritmi Biologici.

Oltre ai Ritmi Circadiani, la Vita naturale è scandita da Ritmi la cui durata è inferiore a 20 ore, ad esempio le diverse Fasi del Sonno, detti Ultradiani [2], nonché da Ritmi caratterizzati da periodi superiori alle 28 ore, definiti Infradiani. Tra questi, è interessante notare il Ciclo Mestruale, la cui durata media di 28 giorni equivale a quella del Ciclo Lunare, motivo per cui il Ciclo Mestruale è altresì definibile Circalunare.
Riassumendo:
– I Ritmi Circadiani si compiono una volta in un arco di tempo compreso tra le 20 e le 28 ore; es.: l’Alternanza umana Veglia-Sonno, o quella ambientale Luce-Buio, etc.
– I Ritmi Ultradiani si compiono più volte nell’arco di un periodo compreso tra 20 e 28 ore; es.: le diverse Fasi del Sonno, gli Stati periodici di Trance spontanea, etc.
– I Ritmi Infradiani si compiono, invece, in periodi di durata superiore alle 28 ore; es.: il Ciclo Mestruale, il Ciclo Stagionale, etc.

In che modo i Ritmi Circadiani possono influire sul nostro Benessere?
Partiamo dal presupposto che ogni elemento, o fenomeno, naturale è scandito da Cicli, i quali influenzano, secondo ritmi precisi, anche l’Ambiente circostante, determinando un’alternanza periodica di fasi a regolare sia i Ritmi Biologici degli organismi, sia il contesto Naturale in cui sono inseriti.
Appurato che una condizione di Equilibrio, tra i Ritmi degli Esseri Viventi e quelli Ambientali è certamente funzionale ad un’Esistenza Salutare e Armonica, appare chiaro come i meccanismi di Ciclicità, di Corrispondenza e di Connessione, tra i Sistemi Viventi, concorrano a regolare la Vita nella sua duplice dimensione, individuale e universale.
Pertanto, il Perseguimento del proprio Benessere Personale, che include aspetti importanti quali la Realizzazione e lo Sviluppo dei propri Potenziali, non può che includere il Perseguimento di uno stato di Armonia tra la Natura Umana, intesa nella sua accezione integrale di biologica, psichica, energetica, e la Natura dell’Ambiente Circostante.
Armonizzare i Ritmi della Natura Umana con i Ritmi dell’Ambiente
La Natura, nella sua straordinaria mutevolezza, è scandita da Ritmi Ciclici e armonici, i quali influiscono su tutti gli organismi viventi le cui vite sono intrinsecamente interconnesse nei vari ecosistemi di appartenenza, a loro volta parte di quell’unico macro sistema che identifichiamo semplicemente con “ambiente”.
Infatti, i bioritmi umani che scandiscono le diverse funzioni neurofisiologiche e metaboliche, così come quelli delle altre specie viventi, non mancano di rivelare, ad un analisi più accurata, una sorta di corrispondenza reciproca proprio con gli stessi cicli della Natura, climatica e stagionale.
Tuttavia, mentre le specie animali e vegetali si adattano alla vita armonizzandosi al suo ritmo naturale, l’essere umano tende, per un numero imprecisato di motivi che non sempre derivano da scelte personali, a condurre una vita totalmente scollegata dai ritmi naturali, sia propri, sia ambientali. Da coloro che svolgono lavori in fasce orarie notturne o su turni, a coloro che compiono viaggi transcontinentali, subendone le conseguenze in termini di jet lag o repentini sbalzi climatici, si delineano un’infinità di dinamiche ed esigenze, cui tutti siamo più o meno soggetti, a causa delle quali è ormai diventato improbabile ristabilire una sintonia tra la propria Vita e quella dell’Ambiente in cui viviamo.
Abitudini e stili di vita sregolati, ed eccessivamente alterati rispetto ai ritmi della natura, sul lungo periodo possono condurre alla disgregazione dello Stato di Benessere, inteso non soltanto come condizione di Equilibrio Psicofisico, bensì come Condizione Vitale caratterizzata da un’emotività ben regolata, attitudine alla creatività, e capacità di fluire insieme agli eventi.

L’Essere Umano, infatti, rimane una creatura diurna, anche se si trova a svolgere lavori notturni, o si lascia coinvolgere in attività e svaghi che si protraggono sino ad ora inoltrata.
Questa incongruenza è una delle prime cause della diffusa difficoltà a fluire in armonia con la propria Vita, con l’ambiente naturale e sociale circostante, oltre che con gli altri esseri viventi, poiché non può che derivarne una graduale perdita del senso di interconnessione tra la vita umana e quella di ogni altro elemento della Creazione, rendendo difficoltosa una delle facoltà più innate e spontanee dell’essere umano, ovvero quella di attingere senza riserve alle proprie risorse interiori. Appurato che le ore più propizie per lavorare, svagarsi e muoversi sono quelle diurne, mentre quelle ideali per il riposo e la rigenerazione bio-psico-energetica sono quelle notturne, è importante mettere a fuoco almeno alcuni degli altri ritmi ciclici che caratterizzano la natura umana, cominciando col comprendere che gli organi del corpo umano non funzionano allo stesso modo durante l’arco della giornata.

La temperatura corporea, ad esempio,si abbassa al mattino per rialzarsi nel pomeriggio.
Lo stomaco, invece, lavora appieno nelle ore della mattina e del pomeriggio, quando l’organismo ha bisogno di maggiore energia per lavorare e svolgere attività d’ogni sorta e quindi si predispone ad assimilare maggiori quantità di cibo con lo scopo di rifornirsi energeticamente, mentre, a partire dalle ultime ore pomeridiane gli organi deputati al nutrimento rallentano le loro attività in quanto il fabbisogno energetico diminuisce con l’avvicinarsi del tempo destinato al risposo.
La sera e la notte, l’apparato digestivo cessa quasi del tutto le sue funzioni.

Il corpo è in grado di innescare i propri meccanismi di autoregolamentazione in piena autonomia, secondo una logica finalizzata alla sopravvivenza, all’adattamento ed allo stato di benessere. Così come sappiamo di non essere noi ad attivare coscientemente il respiro, il battito cardiaco ed, in generale, tutte le funzioni vitali autonome, possiamo intuire come l’attitudine del nostro corpo sia quella di autoregolarsi sintonizzandosi, per esempio, ai ritmi naturali delle stagioni o dei cicli solari e lunari, seppure il nostro stile di vita contemporaneo tenda puntualmente a trasgredire tali leggi.
Tuttavia, trascurando o ignorando sistematicamente tutti i comportamenti codificati dalla Vita, ed alterandone sistematicamente gli ancestrali e perfetti ritmi, ci si scopre più esposti al rischio di indebolimento psicofisico, nonché ai sempre più diffusi sintomi di stati ansiogeno depressivi, stanchezza e stress cronici, ma anche di inefficacia, apatia, scarsa motivazione e mancanza di entusiasmo.

Per fluire in modo autentico e creativo, la Vita Umana ha bisogno di Armonia ed Equilibrio, al pari dell’Ambiente Naturale in cui viviamo, per questo, ristabilendo per quanto possibile una sintonia tra i Ritmi che scandiscono le nostre attività quotidiane e quelli che caratterizzano l’Ambiente circostante, è possibile riscontrare, anche in tempi brevi, maggiori risorse attentive e cognitive, oltre che, più in generale, un netto miglioramento delle riserve energetiche necessarie per vivere pienamente la giornata.
Riferimenti:
[1] Cronobiologia: da greco chrónos: tempo e biologia: studio della vita
[2] Il dizionario Oxford precisa che Ultradiano equivale a Minore di 1 giorno e Maggiore di 1 ora