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Allarme OMS e Prospettive di Cura: l’Ansia che non nuoce

Autor: Maria Chiara Colli – segui su:

Le recenti Statistiche internazionali evidenziano un aspetto inequivocabile che caratterizza la Società Contemporanea: la particolare Configurazione Psicofisica definita Ansia oggi non rappresenta più un’esperienza sporadica o eccezionale, bensì una condizione umana sempre più diffusa.

Nel 2025 l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un Allarme per segnalare che oltre un miliardo di persone nel mondo convive attualmente con un Disturbo Mentale. E la tendenza maggiormente diffusa, nonché in crescita costante ed esponenziale, riguarda proprio le patologie o i sintomi di Ansia e Depressione.

In Italia, quasi la metà degli adolescenti e giovani adulti riferisce di aver sperimentato ansia significativa negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia. Le ricerche statistiche aggiornate convergono su alcuni punti chiave:

L’ansia è in aumento in tutte le fasce d’età

  • L’OMS conferma che ansia e depressione rappresentano oggi un “peso devastante” per la salute globale.
  • In Italia, i dati riportati dal Sistema Informativo per la Salute Mentale evidenziano un incremento costante delle richieste di supporto psicologico.

I giovani sono particolarmente vulnerabili

  • Il 49,4% dei giovani italiani tra 18 e 25 anni ha sperimentato ansia o depressione legate all’emergenza sanitaria e ai cambiamenti sociali che ne sono seguiti.
  • La soglia anagrafica di insorgenza o esperienza di Sintomatologie ansiogeno depressive si è abbassata ai 23 anni di età.

La sofferenza emotiva è ormai un fenomeno globale

  • In Italia, l’Osservatorio dei Disturbi Emotivi e Mentali conferma un aumento della sofferenza psicologica sia in Italia che nel mondo, con ansia e depressione tra i disturbi più frequenti.

Tuttavia, nel mettere a fuoco uno scenario tanto allarmante, ci sentiamo finalmente chiamati ad una riflessione necessaria che, ad oggi, non può più riguardare esclusivamente la ricerca di strategie o tecniche psicologiche finalizzate alla “gestione” dell’ansia, bensì ci invita al confronto con i suoi sintomi caratteristici e le sue modalità di manifestazione, nelle nostre menti come nella società di cui siamo parte.    

Per decenni abbiamo trattato l’ansia come un intruso: un sintomo da eliminare, controllare, reprimere. Ma l’ansia non è un errore del sistema. È un segnale di allarme, una spinta attivante, una richiesta di attenzione, un meccanismo evolutivo dotato di senso e significato.

L’Ansia non è una malattia, né un’attivazione neurofisiologica casuale.

L’Ansia sopraggiunge quando permettiamo alle regole o alle aspettative dell’ambiente in cui viviamo di distoglierci, troppo o troppo a lungo, da quello che amiamo fare, da ciò che per noi è importante, dai nostri bisogni profondi o dall’espressione delle nostre risorse più autentiche.
In questo senso, l’Ansia non è una malattia ma può farci ammalare, ogni volta che scegliamo di ignorare il suo richiamo ma anche quando ci limitiamo ad intervenire esclusivamente sui sintomi.
Fuggire dall’ansia significa fuggire da noi stessi.
Aprirsi alla sua Conoscenza, al contrario, significa riappropriarci della nostra vita emotiva.

La scelta consapevole di “Conoscere l’Ansia” o, più concretamente, apprestarsi a riconoscerne la manifestazione e ad ascoltarne il senso profondo, rappresenta un vero cambio di paradigma, che possiamo sintetizzare in uno schema sintetico ma efficace, puramente descrittivo e applicabile nel quotidiano:

1. Dare un nome alle sensazioni
L’ansia non è solo “ansia”. Può essere:

  • preoccupazione,
  • sovraccarico,
  • paura del giudizio,
  • anticipazione,
  • ipercontrollo,
  • bisogno di sicurezza.

Distinguere tali sfumature può già rappresentare di per sé un atto terapeutico.

2. Decifrarne il messaggio
Ogni Emozione custodisce un significato. Spesso l’ansia suggerisce e segnala:

  • confini da ristabilire,
  • ritmi da rallentare,
  • relazioni da rinnovare,
  • scelte da riconsiderare,
  • prestazioni da sostenere,
  • cambiamenti da accettare.

3. Accoglierla, anziché combatterla
La letteratura scientifica inerente alla “regolazione emotiva” è concorde, pressoché all’unanimità, circa il fatto che la resistenza aumenta l’intensità dell’emozione, mentre l’accettazione consapevole ne allenta naturalmente l’intensità .

4. Stringere un’Alleanza consapevole
Quando accettiamo di “ascoltarla” nell’esperienza corporea e di “incontrarla” nostra immaginazione, l’ansia assume immancabilmente i contorni di immagini significative e stimolanti: una bussola per ritrovare la direzione, una lente per mettere a fuoco ciò che è davvero importante per noi, un biglietto di sola andata per una nuova fase della nostra vita.

In un mondo che ci rivendica sempre performanti, imperturbabili e ostinatamente sereni, l’ansia è ancora vissuta come un ostacolo, un fastidio che può diventare invalidante. Eppure la statistica ci conferma, oggi più che mai, che è in realtà un’esperienza umana tanto universale quanto inesorabile, in ogni età e cultura. 

Quando la nostra Vita Individuale reclama la sua Evoluzione, sperimentiamo Ansia.
Quando è il Mondo in cui viviamo a reclamare la sua Evoluzione, la Società intera manifesta le tendenze Ansiognene, statisticamente rilevabili, che anelano ad un Cambiamento profondo, radicale, e inesorabile.

Bibliografia

  • American Psychiatric Association. (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.).
  • World Health Organization. (2025). World Mental Health Report.
  • Gross, J. J. (2015). Handbook of Emotion Regulation (2nd ed.). Guilford Press.
  • Barlow, D. H. (2014). Anxiety and Its Disorders: The Nature and Treatment of Anxiety and Panic (2nd ed.). Guilford Press.
  • Osservatorio Nazionale Disturbi Emotivi e Mentali. (2024). Rapporto Annuale sulla Salute Mentale in Italia.
Autor: Maria Chiara Colli
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